Sabato, 25 Nov 2017
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E' difficile riassumere in poche parole la figura di Padre Alberto: ci sembra significativa a questo proposito la testimonianza del Card. Martini, che ha conosciuto personalmente il confratello Padre Vaccari al Pontificio Istituto Biblico. Ecco il suo ricordo in una lettera del luglio 1999, inviata al parroco di Bastida de' Dossi in occasione dello scoprimento di una lapide, dedicata a Padre Alberto, posta presso la chiesa del paese.

 

"Carissimo don Maurizio Ceriani,

sono vivamente grato che la vostra Parrocchia si sia impegnata per pubblicare un opuscolo sulla vita del grande biblista padre Alberto Vaccari.


Sono stato vicino a lui per parecchi anni, e ricordo molto bene che mi parlava con affetto del suo paese natale e ricordava anche in particolare il Seminario nel quale aveva vissuto insieme con il beato don Luigi Orione.


Padre Vaccari è stato un grande filologo e un grande esegeta. Le sue conoscenze erano vastissime. Con una memoria prodigiosa riusciva a tenere insieme tante cose e a cogliere i collegamenti tra dati anche molto minuscoli della tradizione e dei testi. Era un po’ un genio della filologia e della critica testuale.


Ricordo che molte volte veniva a trovarmi nella mia camera, che era abbastanza vicino alla sua, nel corridoio del Biblico, e mi faceva parte delle ultime scoperte o mi regalava qualche articolo importante su problemi sottili di critica testuale. Debbo certamente anche a lui se sono stato introdotto un po’ nei misteri di questa scienza, anche se poi non ho potuto coltivarla con quella perseveranza con cui l’ha fatto padre Vaccari.


Padre Alberto era un uomo semplicissimo, umile, sempre pronto a fare qualcosa per gli altri. Pur essendo molto stimato dal mondo degli studiosi, non ho mai visto in lui segni di superbia o di autosufficienza. Viveva giorno per giorno del suo lavoro ed era anche molto assiduo nella preghiera. Era confessore apprezzato della Comunità.


Gli studiosi diranno dei meriti delle sue scoperte nel campo della tradizione manoscritta biblica e patristica. Io mi associo a tutti coloro che lo ricordano con gratitudine e amore, e spero che susciti nella Chiesa altri studiosi con la sua tempra di uomo austero, sacrificato e gentile.


Con i più vivi ringraziamenti per quanto la Parrocchia farà per ricordare questa grande figura di gesuita e di studioso.

 

Suo cordialmente

+ Carlo Maria Martini"